Formazione Continua Regione Lombardia: come funziona il voucher
- Formazione finanziata
- 26 ottobre 2026
- 7 min di lettura
- Lucia Cenetiempo
- AI Advisor, DOABLE

Chi può chiederlo, quanto rimborsa in base agli addetti, come si presenta la domanda e cosa fa saltare il rimborso, con un esempio su un corso da €1.600 a persona.
Una micro impresa lombarda che manda tre persone a un corso da €1.600 paga €4.800 e ne riceve indietro €4.320. Restano €480, cioè €160 a persona per 40 ore di formazione con attestato regionale. È quello che fa il voucher Formazione Continua di Regione Lombardia. Qui sotto, punto per punto: chi può chiederlo, quanto copre, come si presenta la domanda, quali condizioni fanno perdere il rimborso.
Formazione Continua è un avviso di Regione Lombardia finanziato dal programma FSE+ 2021-2027. La quarta edizione è stata approvata con il decreto 8809 del 1 luglio 2026, aggiornata con il decreto 13006 del 5 ottobre 2026, e ha una dotazione di 10 milioni di euro. Lo sportello è aperto dalle 12:00 del 13 luglio 2026 alle 17:00 del 31 marzo 2027, oppure fino a quando finiscono i soldi: la terza edizione si era esaurita temporaneamente a marzo 2026, quindi la scadenza vera può arrivare prima.
Il meccanismo è quello del voucher a catalogo. La Regione approva un catalogo di corsi proposti da enti accreditati, università e ITS; l’azienda sceglie un corso dal catalogo, presenta la domanda sul portale regionale e, se ammessa, paga il corso all’ente. A corso finito l’ente rendiconta e la Regione rimborsa all’azienda una quota del prezzo.
Chi può chiederlo
La domanda la presenta il soggetto che paga: un’impresa con unità produttiva o sede operativa in Lombardia (anche una cooperativa, un ente del Terzo Settore o una fondazione con attività economica), una ditta individuale, un lavoratore autonomo o un libero professionista con domicilio fiscale in Lombardia. Non c’è una dimensione minima: vale per il professionista da solo come per la grande impresa.
Possono partecipare ai corsi i dipendenti a tempo determinato o indeterminato, anche part time, i soci lavoratori di cooperative, i titolari e i soci d’impresa, i titolari di ditte individuali, gli autonomi e i professionisti. Restano fuori apprendisti, lavoratori intermittenti e in somministrazione, tirocinanti e chi ricopre solo cariche sociali senza essere socio o dipendente. Il confine tra socio ammesso e carica sociale esclusa va verificato caso per caso con l’ente accreditato.
Quanto copre il voucher
L’importo dipende dalla durata del corso e dal livello delle competenze, espresso nella scala europea EQF. Tre fasce:
| Livello del corso | Durata minima | Voucher a persona |
|---|---|---|
| EQF 6-8 (competenze avanzate) | 40 ore | fino a €2.000 |
| EQF 4-5 | 30 ore | fino a €1.500 |
| EQF 3 | 16 ore | fino a €800 |
Il voucher copre il prezzo del corso fino a questi tetti. Un corso da €1.600 di 40 ore è coperto per intero.
Ogni persona può usare fino a €2.000 per anno solare, anche su più corsi. Ogni impresa può spendere fino a €50.000 per anno solare. Il massimale si conta sull’anno in cui si presenta la domanda: una domanda inviata a dicembre 2026 per un corso che si fa a febbraio 2027 usa il plafond del 2026 e lascia intatto quello del 2027.
Quanto rimborsa, in base agli addetti
Il voucher copre il prezzo del corso, ma l’azienda ne riceve indietro una percentuale che dipende da quanto è grande. La quota restante resta a suo carico e non può essere coperta con il costo del personale in formazione.
| Chi presenta la domanda | Rimborso della Regione | A carico dell’azienda |
|---|---|---|
| Autonomi, professionisti, imprese fino a 9 addetti | 90% | 10% |
| Imprese da 10 a 50 addetti | 70% | 30% |
| Imprese oltre 50 addetti | 50% | 50% |
L’esempio dell’inizio, con i numeri del nostro corso online di 40 ore sull’intelligenza artificiale generativa, che costa €1.600 a persona: un’impresa fino a 9 addetti paga €1.600 e ne riceve indietro €1.440, per un costo netto di €160 a persona. Un’impresa da 10 a 50 addetti ne riceve €1.120 e spende €480. Un’impresa oltre 50 addetti ne riceve €800 e spende €800. Con cinque persone della stessa micro impresa il conto è €8.000 pagati, €7.200 rimborsati, €800 netti.
Come si presenta la domanda
- Si sceglie un corso dal catalogo regionale. Il catalogo è pubblico; in pratica si parte dall’ente accreditato che propone il corso, perché è lui a caricare la proposta e a seguire la pratica.
- L’ente fa una verifica di finanziabilità: requisiti dell’azienda, persone da iscrivere, capienza residua del bando. Gli enti seri la fanno gratis, prima di qualsiasi impegno.
- L’azienda prepara i documenti: visura e dati anagrafici, la firma digitale con CNS del legale rappresentante, una polizza catastrofale attiva (obbligatoria per tutte le imprese, di qualunque dimensione, per tutta la durata del progetto) e lo SPID o la CIE di ogni partecipante.
- La domanda si presenta sul portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia a nome dell’azienda, con firma digitale. L’ente accreditato affianca l’azienda nella compilazione, ma la domanda resta sua.
- La piattaforma mostra subito se c’è capienza. L’ammissione formale arriva poi con un decreto.
- Il corso parte entro 120 giorni dall’ammissione e si chiude nei 120 giorni successivi. L’azienda paga l’ente alla conferma dell’avvio.
- A fine corso l’ente carica presenze, test e materiali, e rendiconta. La Regione rimborsa l’azienda.
I tempi
L’avviso dà all’amministrazione fino a 90 giorni per approvare una domanda. Nelle ultime settimane, ci dice l’ente accreditato con cui lavoriamo, le ammissioni arrivano in circa tre. Dall’ammissione il corso deve iniziare entro 120 giorni, quindi una domanda presentata a novembre 2026 porta a un corso che parte tra dicembre e marzo. Il rimborso arriva dopo la rendicontazione, entro 90 giorni secondo l’avviso; nell’esperienza recente in circa 60.
Messi in fila: domanda a novembre, ammissione a dicembre, corso tra febbraio e aprile, rimborso in estate. Chi vuole formare le persone nella prima metà del 2027 deve muoversi entro l’anno.
Le condizioni che fanno saltare il rimborso
- Presenza sotto il 75% del monte ore: il voucher di quella persona non viene rimborsato.
- Test finale di apprendimento non superato, o relazione sulla prova pratica negativa.
- Corso svolto fuori dall’orario di lavoro.
- Stessa spesa già coperta da un altro contributo pubblico o da un fondo interprofessionale: il cumulo non è ammesso.
- Polizza catastrofale scaduta durante il progetto, o firma digitale non valida alla presentazione.
Il contributo rientra nel regime de minimis: conta nel tetto triennale di aiuti pubblici che un’impresa può ricevere. Per quasi tutte le piccole imprese non è un problema, ma chi ha già ricevuto altri contributi deve farci caso.
Come scegliere un corso a catalogo
Il catalogo copre cinque aree: competenze digitali, green, linguistiche, tecniche e trasversali. Dentro ci sono corsi molto diversi tra loro, e il voucher li paga tutti allo stesso modo. Quattro domande aiutano a scegliere.
- Quante ore ha? Con 40 ore il voucher arriva a €2.000; con 16 si ferma a €800, e il costo netto a persona cambia poco.
- Si fa online in diretta o in presenza? Entrambe le modalità sono ammesse; la formazione a distanza vale se è sincrona, con presenze registrate.
- Chi insegna, e su quali strumenti? Un corso sull’AI che non lavora sugli strumenti che l’azienda usa davvero resta teoria.
- Cosa resta dopo? Un attestato regionale certifica le ore; serve anche qualcosa che le persone riaprano il lunedì.
Per la formazione sull’intelligenza artificiale c’è un motivo in più: l’articolo 4 dell’AI Act chiede alle aziende che usano sistemi AI di curare l’alfabetizzazione del personale e di poterlo dimostrare. Un corso a catalogo, con attestato regionale e registro delle presenze, è una traccia difficile da contestare.
Per agenzie, studi e professionisti del marketing e della comunicazione abbiamo una versione dedicata: il corso online di 40 ore di AI per marketing e creatività, dal brief al copy, alle immagini e ai video, con lo stesso voucher e lo stesso prezzo. Per chi vuole solo mettere in regola le persone che usano l’AI c’è il corso breve di 16 ore su AI Act e uso responsabile: €600 a persona, da €60 netti, nella fascia del voucher da €800.
Voucher regionale e fondi interprofessionali
Il voucher non si somma ai fondi interprofessionali sulla stessa spesa: se un corso è pagato da Fondimpresa, For.Te o Fondir non può essere rimborsato anche dalla Regione. Le due strade si possono usare in parallelo su corsi diversi o persone diverse. Rispetto ai fondi, il voucher ha due vantaggi pratici: lo può chiedere anche chi non aderisce a nessun fondo, professionisti compresi, e la capienza si vede subito, senza aspettare graduatorie.
Fuori dalla Lombardia il voucher non si applica. Lì la formazione si finanzia con il conto formazione del proprio fondo interprofessionale o con gli avvisi che i fondi pubblicano durante l’anno.
Le date da segnare
- 31 dicembre 2026: ultima data per presentare una domanda sull’annualità 2026, tenendo libero il plafond del 2027.
- Febbraio 2027: partono le prime edizioni dei corsi ammessi con le domande di fine 2026.
- 31 marzo 2027, ore 17:00: chiusura dello sportello della quarta edizione, salvo esaurimento anticipato dei fondi.
Fonti
- Regione Lombardia, Bandi e Servizi: scheda dell’avviso “Formazione Continua, quarta edizione, voucher aziendali a catalogo, PR FSE+ 2021-2027” (decreto 8809 del 1 luglio 2026 e decreto 13006 del 5 ottobre 2026), bandi.regione.lombardia.it.
- Assolombarda, “Regione Lombardia, Avviso Formazione Continua, quarta edizione”: beneficiari, destinatari, percentuali di cofinanziamento, dotazione.
- Scheda riassuntiva dell’avviso di In Training srl, ente accreditato Regione Lombardia n. 1436: importi per livello EQF, requisiti, tempistiche.
Domande frequenti
Le domande che ci fanno più spesso su questo tema.
Un rimborso. L’azienda paga il corso all’ente accreditato alla conferma dell’avvio e riceve indietro il 90%, il 70% o il 50% dopo la fine del corso e la rendicontazione, di norma entro 90 giorni.
Sì, se ha il domicilio fiscale in Lombardia. Rientra nella fascia fino a 9 addetti: rimborso del 90%, quindi €160 netti su un corso da €1.600.
L’avviso prevede fino a 90 giorni per l’approvazione; nelle ultime settimane le ammissioni arrivano in circa tre. Il corso deve partire entro 120 giorni dall’ammissione.
Firma digitale con CNS del legale rappresentante, polizza catastrofale attiva, SPID o CIE di ogni partecipante, dati anagrafici dell’azienda. La domanda si presenta sul portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia; l’ente accreditato affianca l’azienda nella preparazione.
Non sulla stessa spesa: un corso pagato da un fondo interprofessionale non può essere rimborsato anche dalla Regione. Si possono usare le due strade su corsi o persone diverse.
Sotto il 75% di presenza il voucher di quella persona non viene rimborsato, e lo stesso vale se non supera il test finale. L’azienda resta con il costo pieno di quel posto.
No. Sono ammessi corsi in presenza e a distanza in diretta, con presenze registrate. I corsi registrati da guardare quando si vuole non rientrano.


